Car sharing e car pooling: l’auto di proprietà ha perso appeal

Il rapporto tra gli italiani e l’automobile ha caratteri di unicità in Europa e nel mondo. Sin dagli anni 60 il grande cinema ha immortalato con pellicole storiche la grande passione dell’italiano medio per le 4 e le 2 ruote. L’auto di proprietà era il simbolo del boom, del benessere con una diffusione a pioggia delle utilitarie e la motorizzazione di massa degli italiani.

I tempi tuttavia cambiano e proprio in questi giorni alcuni importanti quotidiani italiani segnalano il grande successo del car sharing a Milano, con oltre 4 mila iscrizioni e un fenomeno di diffusione “virale” crescente verso il noleggio dell’automobile.

Il termine car sharing indica l’utilizzo dell’automobile come un vero e proprio servizio a consumo. L’utente prenota l’auto e l’utilizza per le proprie esigenze, restituendola al proprietario. Una vera e propria risorsa parallela al trasporto pubblico , utilizzatissima in Europa come ingrediente a tutela dell’ambiente. In realtà accanto all’impatto ambientale , il fattore più rilevante sembra essere quello di spending review . Con il lievitare dei costi connessi al possesso dell’automobile (tasse di proprietà, manutenzione, benzina) alcune famiglie hanno iniziato ad avviare un saggio ragionamento tipico dei periodi di crisi: taglio al superfluo e dunque all’auto di proprietà.

Soluzione ancor più interessante e se vogliamo estrema è il car pooling: in questo caso più persone condividono l’utilizzo di automobili private. In Svezia, Olanda, Germania le politiche di incentivi alla condivisione delle utilitarie sono da diversi anni tipiche delle metropoli maggiormente attente ai risvolti connessi al grande traffico veicolare. Chiunque abbia almeno una volta nella vita affrontato un tragitto in tangenziale nelle grandi città, non avrà potuto non constatare come per ogni auto sono presenti non più di 2 persone. Da ciò deriva un dispendio di costi notevole, l’incremento del traffico e dunque l’impatto ambientale per gli scarichi dei gas ed il problema parcheggi.

La prossima frontiera è quella del car pooling ecologico, ossia della condivisione di vetture ad impatto zero. Una rivoluzione se vogliamo epocale, che in città come Milano, Roma, Napoli, Palermo avrebbe l’indubbio ulteriore positivo risvolto di tutelare i centri storici dagli effetti catastrofici dell’inquinamento su statue , palazzi e decorazioni centenarie. Gli italiani non hanno mai apprezzato il valore delle rivoluzioni culturali. L’auto è ancora oggi in Italia uno status symbol più che una reale utilità. Li dove non è giunta l’attenzione per salute , ambiente e tutela delle città, sembra giunta la grande crisi. Alzi la mano chi sostiene che i periodi di grande depressione economica e finanziaria siano completamente negativi. Forse oggi abbiamo qualche convinzione in meno in materia.

1 Commento

  1. Il carpooling rappresenta un’ottima soluzione dal punto di vista dell’impatto ambientale: la condivisione dell’uso temporaneo di un veicolo per uno spostamento di più persone consente di ridurre il numero di veicoli in circolazione a beneficio di una riduzione dell’inquinamento atmosferico (gas inquinanti ed effetto serra) e acustico. A questo scopo abbiamo lanciato, già da qualche anno, il portale gratuito di carpooling drivebook.com. Il servizio è già ottimizzato per gli spostamenti urbani e consente di inserire indirizzi ben precisi grazie all’utilizzo di Google Maps. Una particolare attenzione è dedicata alla sicurezza: si può registrare la targa dell’auto e il documento d’identità, con un sistema di feedback degli utenti e passaggi per sole donne.

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