Crowdfunding: uno strumento da valorizzare in questa fase di crisi

Il Decreto Crescita 2.0 nel dicembre 2012 ha disciplinato nel diritto italiano lo strumento di raccolta di liquidità noto come Crowdfunding. Il termine nasce dalla fusione di due parole inglesi: “crowd” che vuol dire folla e “funding” ovvero raccolta fondi e viene usualmente tradotto come “finanziamento collettivo”.

L’attività di crowdfunding consiste nella raccolta di capitali tramite internet, rivolgendosi agli utenti della rete, senza una selezione particolare sulla capacità economica o sulla propensione al rischio. L’investitore o sottoscrittore, che viene a conoscenza del progetto da finanziare attraverso internet o i social network, dona singolarmente piccole somme; tuttavia, sarebbe errato sottovalutare questo strumento che ha permesso di raccogliere diverse decine di miliardi negli ultimi anni.

Infatti, essendo il rischio molto frazionato, questo strumento attrae persone che desiderano investire anche piccole somme, creandosi una rendita futura e partecipando ad attività creative o imprenditoriali che da sole non sarebbero in grado di realizzare.

La normativa italiana è effettivamente molto all’avanguardia. Il Decreto Crescita 2012 ha previsto la possibilità di costituire apposite piattaforme web e di registrarle attraverso una procedura di compliance in Consob. Gli imprenditori possono, su tali piattaforme, procedere alla presentazione di progetti e di fatto effettuare un’attività di sollecitazione del pubblico risparmio pur senza le cautele e gli adempimenti che questa attività normalmente richiede, dal momento che tutte le formalità richieste da Consob a tutela dei piccoli investitori sono già state realizzate da portali di crowdfunding.

C’è da precisare che ci si può rivolgere ad una platea di investitori selezionata sulla base di specifici interessi effettuando la raccolta attraverso i portali cosiddetti verticali. Questi ultimi si rivolgono a potenziali sottoscrittori che hanno in comune con il progetto da finanziare l’interesse o un’azienda già operante nel settore merceologico di investimento, a differenza dei portali di raccolta orizzontale che non sono indirizzati ad uno specifico settore.

I rapporti tra il soggetto proponente e gli investitori sono basati su 4 modelli ormai standardizzati:

  • donation: avente ad oggetto erogazioni liberali, ovvero a fronte delle quali l’investitore non riceverà un ritorno di alcun genere
  • Reward (premio): prevede uno scambio di valore modesto, spesso il bene che si intende produrre con il finanziamento, rispetto al contributo erogato
  • lending: si tratta di un prestito peer to peer, che possiamo assimilare al microcredito
  • equity: finalizzato alla vera e propria raccolta di capitale di rischio, attraverso la cessione di quote minoritarie della start-up che si andrà a costituire.

Con la dovuta cautela ed estrema attenzione alla redazione del progetto e del business plan da sottoporre agli investitori, nonché alla trasparenza nei rapporti tra questi ultimi e l’imprenditore proponente, lo strumento del crowdfunding ha potenzialità enormi ancora inesplorate sul mercato italiano.

Si pensi che nel 2019 le 9 piattaforme attive in Italia hanno raccolto 65 milioni di euro, quasi il doppio dei 36 incassati l’anno prima e le campagne sono cresciute dalle 113 del 2018 alle 138 degli ultimi dodici mesi (dati che fanno riferimento nello specifico all’ equity crowdfunding). Questo trend conferma l’interesse verso uno strumento di raccolta di capitali innovativo e alternativo a quello bancario.

Nella situazione economica attuale, in cui la produzione e scambio di merci e servizi, che costituisce l’attività normale delle imprese, è stata messa fortemente sotto pressione dall’emergenza sanitaria, questo strumento può essere una valida opportunità per finanziare nuove idee e progetti e far ripartire l’economia e una soluzione per chi fa già impresa e vuole differenziare la sua offerta.

Marcella Coccanari
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L’avv. Marcella Coccanari è la fondatrice e CEO dello Studio Legale e Tributario Coccanari & Partners. Lo Studio è specializzato nell'assistenza alle imprese ed è caratterizzato da una visione ed un’esperienza multidisciplinare ed internazionale. Nasce con il sogno e la mission di assistere aziende di eccellenza, italiane ed estere, a raggiungere i loro obiettivi di espansione, sicurezza e prosperità nei vari mercati internazionali. Questo viene costantemente realizzato con servizi di alta qualità e personalizzati per ogni cliente. Lo Studio ha sede a Roma e Milano, con desk geografici a Londra, Miami e Shanghai e si avvale di un network di corrispondenti locali nei principali mercati del mondo.