Un ossimoro vi salverà dalla noia

Gli ossimori non sono tessuti ossei particolarmente abbronzati, ma delle frasi contenenti termini con significati abitualmente contrapposti. In politica l’ossimoro più famoso è la frase “convergenze parallele“, mentre nel linguaggio quotidiano l’ossimoro piroetta tra la lucida follia ed il felice errore.

La comunicazione, nel tentativo di diventare sempre più semplice ed efficace, si contrae in forma di slogan, fino ad assumere la forma di koan linguistici per inciidere maggiormente sull’attenzione altrui. Ma l’architettura logica dell’ossimoro è così schizofrenica nell’unione di termini opposti, che riesce a trovare una sua propria collocazione tra le nevrosi quotidiane. Fino a diventare un tic linguistico.

Ancora alcuni anni fa, quando si usava la parola ‘ossimoro’, si doveva spiegare di che cosa si trattasse. Vi si faceva ricorso per definire espressioni celebri come la ‘pace armata‘ ed era opportuno chiarire che si ha ossimoro quando si mettono insieme due termini che si contraddicono a vicenda, come forte debolezza, disperata speranza, dolce violenza, insensato senso (Manganelli) e – per non dimenticare il latino – “formosa deformitas, concordia discors, festina lente“.

Ora tutti parlano di ossimoro: lo si legge sovente sulla stampa, l’ho sentito dire da politici alla televisione, insomma, o tutti si sono messi a leggere trattati di retorica oppure c’è qualcosa di ossimorico in giro. Si potrebbe obiettare che la faccenda non è sintomo di nulla, si formano sempre delle mode linguistiche dovute a pigrizia e imitazione, talune durano lo spazio di un mattino ed altre sopravvivono più a lungo ma – insomma – negli anni Cinquanta le ragazzine dicevano ‘bestiale‘ e recentemente dicevano ‘assurdo‘, senza per questo riferirsi né alla zoologia né a Ionesco.

Per un poco tutti avevano preso a dire ‘un attimino‘, ma non perché il tempo si fosse davvero accorciato; oppure dicevano ‘esatto’ invece di ‘sì’ (anche quando si sposavano in chiesa), ma non per puntigliosità matematica bensì per l’influenza dei programmi quiz. Resiste ancora l’insopportabile vezzo del ‘coniugare’, e Dio sa perché, in tempi in cui non si presenta il proprio marito ma il proprio compagno, e infine i francesi da un po’ di anni abusano del termine ‘incontournable’, nel senso di qualcosa che non si può evitare e di cui si deve tener conto, e tutto alla radio, alla televisione, nelle conversazioni a cena, è diventato ‘incontournable‘, un film, un problema, un libro, un cibo, un tipo di scarpe.

Temo proprio che da noi presto si parlerà di qualcosa di incontornabile – e si finirà per dire che ciò che è incontornabile è qualcosa che ‘ci appella‘ – ma non perché sia improvvisamente aumentato il numero delle cose inevitabili (anzi, quando tutto diventa incontornabile, tutto può essere tranquillamente trascurato, o scontornato). Invece il mio sospetto è che l’ossimoro abbia guadagnato in popolarità perché viviamo in un mondo dove, tramontate le ideologie (che cercavano, talora rozzamente, di ridurre le contraddizioni e imporre una visione univoca delle cose), ci si dibatte ormai solo tra situazioni contraddittorie.

Se volete un esempio travolgente, ecco la Realtà Virtuale, che è un poco come un “Niente di Concreto”. Poi ci sono le Bombe Intelligenti, che ossimoro non pare, ma lo è se si considera che una bomba, per propria natura, è stupida e dovrebbe cadere dove la buttano, altrimenti se fa di propria iniziativa rischia di diventare Fuoco Amico, bellissimo ossimoro, se per fuoco si intende qualcosa messo in essere (altro bel vezzo linguistico, anche se non ossimorico) per danneggiare chi amico non è. Mi pare abbastanza ossimorica la Esportazione della Libertà, se la libertà è per definizione qualcosa che un popolo o un gruppo si guadagnano per decisione personale e non per imposizione altrui, ma a ben sottilizzare c’è un ossimoro implicito nel Conflitto di Interessi, perché si può tradurre come Interesse Privato Perseguito per il Pubblico Bene – o Interesse Collettivo Perseguito per il Proprio Utile Particolare.

Vorrei fare notare come siano ossimorici la Mobilitazione Globale dei No-global, la Pace Armata e l’Intervento Umanitario (se per intervento s’intende, come s’intende, una serie di azioni belliche in casa altrui). Mi vedo sempre più d’intorno, a sentire i programmi elettorali dei nuovi alleati di Berlusconi, una Sinistra Fascista, e ritengo abbastanza ossimorici gli Atei Clericali come Pera o Ferrara.

Non trascurerei, anche se ci siamo abituati, l’Intelligenza Artificiale e persino il Cervello Elettronico (se il cervello è quella cosa molle che abbiamo nella scatola cranica), per non dire degli Embrioni con Anima e persino della Variante di Valico – visto che per definizione un valico è l’unico punto (‘incontournable’) per cui si può passare tra due montagne. Per essere ‘bipartisan’ (e ditemi se non è ossimoro questo Prendere Coraggiosamente Parte Tenendo i Piedi in Due Scarpe), altrettanto ossimorica mi pare una prospettiva ventilata dall’Ulivo, di un Volontariato per il Servizio Civile Obbligatorio.

Insomma, non sapendo più come far quadrare scelte che non possono stare insieme, si ricorre a Ossimori Concilianti (ecco un altro bell’ossimoro) per dare l’impressione che ciò che non può convivere conviva, la missione di pace in Iraq, le leggi contro i magistrati (che le leggi dovrebbero applicarle), la politica in televisione e le farse in parlamento, la censura della satira non autorizzata, le profezie a ritroso come il terzo segreto di Fatima, i kamikaze arabi che sarebbero un poco come dei saraceni scintoisti. Per finire coi Pacs virtuosamente avversati da concubini divorziati, ma il mio preferito resta lo “stabile pericolante“, la quintessenza dell’ossimoro.

Informazioni su Luigi De Falco 16 Articoli
Imprenditore e pilota da corsa. Fondatore di Outsider News, Presidente del Gruppo H2biz (H2biz, FashionBiz, MotorSponsor, H2biz Aerospace, Giano) e coordinatore della task-force italiana per l'area di libero scambio UE-USA.

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