Lo shopping si trasferisce in streaming. Amazon e Netflix puntano su reality e serie tv ad hoc

La prossima frontiera dello shopping è lo streaming sulle piattaforme digitali. I canali di televendita esistono da tempo. Sono nati con la tv commerciale negli anni Ottanta. Ora potrebbero conoscere una nuova stagione di successi, anche se in forma molto diversa rispetto a quanto avevamo conosciuto in passato. Amazon Prime Video, Netflix e Disney Plus sono candidate a diventare le nuove boutique dove scegliere quale borsa o gonna acquistare.

Il distanziamento sociale e tutte le altre misure a tutela della nostra salute rappresentano un enorme deterrente per lo shopping nei negozi fisici. Secondo diversi analisti, gli store come li abbiamo conosciuti sino ad ora stanno per essere travolti da una crisi strutturale destinata a ridurne il numero. Forse è presto per fare previsioni, ma è un dato di fatto che alcuni negozi non hanno più riaperto dopo il lockdown e che alcune grandi catene hanno programmato numerose chiusure. La numero uno del fast fashion, la spagnola Inditex che controlla il brand Zara, ad esempio, ha annunciato di voler fare a meno di 1.200 negozi nel mondo concentrandosi solo su quelli di grandi dimensioni e di voler trasformare i suoi store in vetrine per l’acquisto online e punti di ritiro per la merce ordinata sul web.  

L’alternativa al negozio fisico è infatti rappresentata – ora più che mai – dal canale digitale. Durante i mesi della pandemia, l’e-commerce ha avuto un boom ancora più vigoroso rispetto al periodo pre-Covid e per la prima volta le vendite online hanno superato in ammontare quelle nei negozi fisici. Una grande opportunità per le aziende, che sono riuscite a mantenere vivo il rapporto con la clientela e a contenere il crollo del fatturato. 

L’e-commerce ha un solo difetto: non riesce a essere divertente. Scorrere foto di decine di prodotti tra cui scegliere può essere un’attività noiosa per l’acquirente. La strada per dare una smossa al commercio, e rendere lo shopping online un impegno più ameno, passa questa volta dalla tv, in particolare da quei canali in streaming – Netflix, Amzon Prime Video e Disney Plus – davanti ai quali trascorriamo già molto tempo e di cui alcuni tra noi hanno perfino abusato durante le settimane di lockdown.

D’altronde la loro funzione principale è proprio l’entertainment. Si tratterebbe quindi di trovare il modo di unire l’intrattenimento con una qualche modalità di shopping, un matrimonio che la tecnologia che abbiamo a disposizione è oggi in grado di rendere molto più semplice da realizzare. Per ora non si conoscono piani immediati per mettere in cantiere simili progetti. Di certo, però, Netflix, Amazon e Disney sono sempre alla ricerca di nuovi modi per coniugare brand e intrattenimento senza ricorrere a interruzioni pubblicitarie che mal si addicono a canali di tv on demand a pagamento.

Alcuni brand, non solo di moda ma anche di bevande, sigarette, generi alimentari, vengono già sponsorizzati nelle produzioni originali semplicemente attraverso l’inserimento del prodotto o del logo nell’episodio o nella trasmissione (il cosiddetto “product placement”). Ora si tratterebbe di fare un  passo in avanti. Ad esempio, connettendo l’abbigliamento dei protagonisti di una serie o di un reality con specifiche funzionalità di shopping, facendo naturalmente in modo che questo non debba necessariamente comportare la messa in pausa del video, specie se anche più persone stanno guardando lo stesso programma. L’acquisto potrebbe quindi avvenire attraverso un secondo schermo e un app dedicata. 

Le potenzialità sono enormi. Basti pensare alla possibilità di Amazon di pubblicizzare i brand di abbigliamento o di personalizzare l’offerta in base si precedenti acquisti dei suoi clienti (il potere dei Big Data). Non c’è dubbio che il futuro dello shopping passerà dallo streaming. Non nell’immediato, magari tra un anno. Il tempo necessario per mettere a punto nuove produzioni e la giusta tecnologia in grado di coniugare intrattenimento e shopping

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