Quanti sono gli errori giudiziari in Italia? 32.484 dal 1991 ad oggi. Numeri che certificano una strage silenziosa, di cui si parla solo quando sono coinvolti imputati eccellenti (il caso Enzo Tortora su tutti), ma la maggior parte delle ingiuste detenzioni sono a carico delle persone comuni, le cui vite vengono spesso distrutte in modo irreversibile.

L’associazione Errorigiudiziari.com, che da oltre 25 anni approfondisce il fenomeno in Italia, ha scattato una fotografia degli innocenti finiti in manette al 31 ottobre 2025 e i risultati sono a dir poco sconfortanti.
Per comprendere al meglio i dati è doveroso distinguere tra le vittime di ingiusta detenzione (cioè coloro che subiscono una custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari, salvo poi venire assolte) e chi subisce un vero e proprio errore giudiziario in senso stretto (vale a dire quelle persone che, dopo essere state condannate con sentenza definitiva, vengono assolte in seguito a un processo di revisione).
Innocenti in manette: i numeri
Per avere un’idea complessiva di quanti sono gli errori giudiziari vale la pena di mettere insieme sia le vittime di ingiusta detenzione sia quelle di errori giudiziari in senso stretto. Ebbene, dal 1991 al 31 ottobre 2025 i casi sono stati 32.484: in media, poco più di 928 l’anno (nota bene: in questo dato mancano però i totali dei soli errori giudiziari per il 2023, il 2024 e il 2025). Il tutto per una spesa complessiva dello Stato spaventosa, tra indennizzi e risarcimenti veri e propri: poco più di 1 miliardo di euro (precisamente 1.011.525.925), per una media di poco inferiore ai 29 milioni (28.900.740) di euro l’anno. E anche in questo caso non è disponibile il dato complessivo per la spesa in risarcimenti da errori giudiziari del 2023, del 2024 e del 2025.
I casi di ingiusta detenzione nel 2025
Il numero dei casi di ingiusta detenzione consente di capire meglio le dimensioni da emergenza del fenomeno e di cogliere con precisione quanti sono gli errori giudiziari in Italia. Sono proprio coloro che sono finiti in custodia cautelare da innocenti, infatti, a rappresentare la stragrande maggioranza. Dal 1992 al 31 ottobre 2025, si sono registrati 32.262 casi: vuol dire che, in media, ci sono stati quasi 949 innocenti in custodia cautelare ogni anno. Il tutto per una spesa complessiva di oltre 925 milioni di euro (925.244.925) in indennizzi, alla media di circa 27 milioni e 213 mila euro l’anno.
Nei primi dieci mesi del 2024 i casi di ingiusta detenzione sono stati 535, per una spesa complessiva in indennizzi di cui è stata disposta la liquidazione di poco superiore a 23 milioni e 850 mila euro. Rispetto all’anno precedente è impossibile fare un raffronto preciso, perché i dati si riferiscono solo al periodo fra gennaio e la fine di ottobre. Si tratta però di numeri del tutto in linea con l’anno precedente.
Si assiste a un leggero calo dei casi di innocenti finiti in manette (-67), a fronte di una spesa aumentata invece di poco più di 950 mila euro. Guardando agli ultimi anni, il dato del numero di casi sembra essersi assestato tra le 500 e le 600 unità. E, con buona pace di chi sostiene che sia fuorviante parlare di mille vittime di errori giudiziari e ingiuste detenzioni l’anno, la media complessiva resta appena inferiore a quella soglia fatidica e apparentemente non scalfibile.
È tuttavia difficile immaginare che la diminuzione degli ultimi tempi sia dovuta soltanto a un processo virtuoso del sistema. Assai più probabile, anzitutto, che all’origine della contrazione vi sia la tendenza sempre più restrittiva secondo cui lo Stato respinge un’altissimo numero di domande di riparazione per ingiusta detenzione presentate (quest’anno è accaduto nel 42% dei casi: 535 domande di indennizzo accolte su un totale di 913 istanze presentate) oppure tende comunque a liquidare importi sempre molto vicini ai minimi di legge.

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