Decreto restrittivo Coronavirus – Domande e risposte: cosa si può fare e cosa no nelle aree nel Nord

Il decreto legge emanato notte-tempo dal Governo (DPCM 8 marzo 2020) ha limitato gli spostamenti e le attività in Lombardia e in 14 province. Di seguito le risposte alle domande più comuni poste dai cittadini su cosa si può fare e cosa non si può fare nelle aree colpite dal decreto restrittivo.

1) Dalle nuove zone arancioni, dunque Lombardia e le 14 province di Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, chi e come può uscire? Aeroporti e stazioni sono aperti?
Innanzitutto il decreto ha sostanzialmente rimosso le due zone rosse che erano state individuate due settimane fa a cinturare undici comuni del Lodigiano e Vo in Veneto. Adesso sono state individuate delle zone arancioni in cui il decreto pone dei limiti alla mobilità da e per queste zone e anche all’interno delle stesse zone ma fino a questo momento aerei e treni vanno e i viaggiatori non vengono fermati. Polizia ferroviaria e Polaria non hanno ancora avuto disposizioni in merito e si stanno limitando a invitare chi si presenta a partire solo se strettamente necessario. Nelle prossime ore dovrebbero essere disposti posti di blocco a caselli autostradali, stazioni e aeroporti. L’Enac invita tutti i viaggiatori a mettersi in contatto con le compagnie e controllare la regolarità del proprio volo.

2) Quali sarebbero e chi dovrebbe valutare le comprovate esigenze lavorative o i motivi di salute che consentono di entrare e uscire dalle zone arancioni?
I prefetti sono le autorità di pubblica sicurezza a cui è deputato il controllo e la valutazione di queste esigenze che non sono normate e definite nei decreti. Sembra naturalmente escluso lo spostamento dei pendolari, le aziende sono state invitate a concedere lo smart working e a dare congedi ordinari e ferie ai dipendenti in queste settimane. I motivi di salute devono essere comprovati da un certificato medico.

3) Chi abita nelle zone limitate e si trova in questo momento fuori, come fa a rientrare?
Nessun problema, il decreto prevede esplicitamente la possibilità di raggiungere il proprio domicilio a chi abita in tutte le zone interessate dal provvedimento.

4) Chi invece ha lasciato queste zone a rischio per raggiungere altre regioni italiane può muoversi liberamente?
Sì, ma dipende dai luoghi in cui si è recato. Alcune regioni hanno previsto l’obbligo di quarantena.

5) Esistono limitazioni per chi invece si trova nelle zone rosse e deve rientrare al Centro e al Sud?
In queste ore Toscana, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia stanno disponendo ordinanze che impongono a tutte le persone che arrivano da queste zone di dichiarare la propria provenienza alla Azienda sanitaria locale e a mettersi in quarantena per 14 giorni.

6) I trasporti pubblici funzionano regolarmente?
Assolutamente sì, autobus e metropolitane sono regolarmente in funzione. Viene richiesto a tutti di osservare la distanza di sicurezza di un metro

7) I negozi e gli esercizi commerciali sono aperti nelle zone arancioni?
Sì, ma la regola che vale anche per tutto il territorio nazionale, è quello di contingentare gli ingressi e garantire la distanza di sicurezza. I gestori ne sono responsabili e chi non dovesse rispettarlo rischia la chiusura dell’esercizio e una sanzione amministrativa. I centri commerciali dovranno rimanere chiusi per i fine settimana.

8) Cosa rischia chi non osserva queste prescrizioni?
Una denuncia penale che prevede l’arresto fino a tre mesi e una multa.

9) Gli aeroporti verranno chiusi?
A Milano e nelle 14 province non verranno chiusi gli aeroporti, non c’è un blocco di transito delle merci. Stazioni, autostrade e porti non sono chiusi. Ci si potrà spostare per andare al lavoro.

Fonte: La Repubblica

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