Il grande ritorno di Moschino: porta in passerella Picasso e i conti volano

Un marchio storico degli anni ’80 che sembrava destinato ad un inesorabile declino, ha messo a segno, invece, una crescita spettacolare negli ultimi anni. Fondata nel 1983 da Franco Moschino e oggi controllata dal Gruppo Aeffe, la maison Moschino è un esempio da manuale di riposizionamento vincente: nuovi designer, ampliamento delle linee, scelta oculata dei mercati e marketing dirompente, che ha sempre caratterizzato il brand.

Una storia controcorrente quella di Moschino, che negli anni ’90 decise di non sfilare più e lanciò una provocatoria campagna pubblicitaria su coscienza ecologica e morale. Una storia che sembra oggi avviarsi verso un lieto fine.

Ne è prova la collezione presentata alla Milano Fashion Week 2019 che dimostra coraggio e grande originalità, con le modelle trasformate in quadri di Picasso e un’atmosfera da cubismo rivisitato.

La passerella in mezzo alla sala del Palazzo del Ghiaccio è adornata da cornici dorate importanti. Proprio come se fossimo in una galleria d’arte di uno di quei musei immensi e prestigiosi, presenti nelle capitali europee. Forse in Spagna. È subito intuibile quale sia stata l’ispirazione del direttore artistico di MoschinoJeremy Scott, per la collezione primavera-estate 2020: l’arte pittorica.

E già dalla prima uscita si delinea la corrente artistica: il cubismo. Quella corrente artistica tanto cara a Pablo Picasso, nata nel 1907. Ogni look, quindi, si trasforma in opera d’arte, passo dopo passo, sulle note della soundtrack composta per l’occasione dal music designer Michel Gaubert. L’intera collezione si sviluppa attorno a quattro temi. Il primo è quello della Spagna e dell’universo dei toreri. Ci sono boleri con stampe realizzate a mano, materiche, e poi stampate come tocchi di pennellate di colore. C’è perfino la borsa bon ton con le corna del toro che presenta la scritta «Bull chic», inventata dallo stilista Franco Moschino in persona. E l’abito da flamenco rosso con pois neri. Anche l’hair style profuma di Spagna: chignon basso con, anche qui, pennellate di colore. Il secondo tema, invece, è legato alla donna e ai visi destrutturati, come nel quadro di Picasso Donna che piange del 1937.

Su abiti e i tailleur appaiono le riproduzioni delle muse dei pittori cubisti, colorate o in bianco e nero. Il terzo tema, poi, è quello della musica, tanto caro sia a Scott sia agli artisti della corrente. Per l’occasione, la modellaKaia Gerber indossa un abito tridimensionale, in nappa, che probabilmente ha tratto ispirazione dal quadro Violín y uvas di Picasso. C’è anche un bellissimo abito a palloncino in organza con maniche a sbuffo interamente ricoperto da spartiti musicali o il jacket dress in pelle dorata a forma di violino da indossare, perché no, con la violin bag, che ripropone in maniera perfetta lo strumento musicale. E, ancora, l’abito a chitarra multicolor. Per la sera, poi, c’è anche il body a violoncello da sfoggiare con stola lunga e nera da gran diva. Last but not least, il tema delle cornici. Con l’abito che ritrae il corpo femminile circondato da una maxi cornice dorata incorporata nel look.

Chiude la carrellata, come di consueto, l’abito da sposa, dalla silhouette più semplice questa stagione, ma ricco di colombe tridimensionali, che celebrano il valore della libertà. Tra gli accessori più interessanti anche un copricapo del maestro Stephen Jones, anch’esso dall’allure spagnola, ma dallo stile inconfondibile.


Tiziana Giucastro
Informazioni su Tiziana Giucastro 14 Articoli
Nata a Roma, vive a Verona sin dall’infanzia. Il suo spirito libero l'ha portata per anni a fare l’assistente di volo, un lavoro che le ha aperto la mente e le ha dato la possibilità di vedere il mondo a 360 gradi. Ha sempre avuto un grande interesse per la fotografia e la moda e da qualche anno ha fatto di questa sua passione un lavoro. Oggi è consulente di immagine e personal shopper. Ha collaborato per il blog Modapp curando la rubrica moda con articoli sulle ultime tendenze.

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