Italia a mano armata: Horst Fantazzini, il rapinatore “gentiluomo” che fuggiva in bicicletta

Si farà ricordare anche per questo Horst Fantazzini, per quello stridente e curioso savoir faire dimostrato nella sua lunga carriera di rapinatore di banche, in particolare quando mandò un mazzo di rose a un’impiegata svenuta per la paura durante un suo colpo in banca.

Nasce ad Altenkessel, in Germania, nel 1939. Suo padre è un anarchico di origini bolognesi (Libero Fantazzini) che, per finanziare le proprie attività, si dà al crimine ed è costretto a rifugiarsi all’estero. La vita di Horst comincia in un contesto di degrado e miseria e, dopo il trasferimento in Italia, la bicicletta sembra la giusta occasione per il riscatto. Sembra avviato alla carriera sportiva e al successo nel ciclismo professionistico, invece segue le orme del padre e, nel 1960, compie la sua prima rapina.

I suoi obiettivi preferiti sono le banche, non solo in Italia ma in diversi Paesi europei. Fantazzini diventa famoso per il suo stile cortese (“rapinatore gentiluomo”) con cui si fa consegnare i soldi dai direttori delle banche a cui fa visita.

Viene arrestato diverse volte in Italia e in Francia, dopo essere evaso per la prima volta nel ’67, fu poi protagonista di un tentativo di evasione dal carcere di Fossano nel quale rimase gravemente ferito, oltre che di un pestaggio, insieme ad altri estremisti di sinistra, di detenuti neofascisti nel carcere di Volterra, e della rivolta di Badu e Carros. Fu infatti nel corso degli anni di detenzione che si avvicinò alle Brigate Rosse, delle quali divenne un simpatizzante, pur se in ambito carcerario.

Nel 1973 durante un tentativo di evasione dal carcere resta in fin di vita dopo aver ferito tre guardie carcerarie. Nel 1999 esce il film “Ormai è fatta!” che ne ripercorre la vita (nei suoi panni c’è Stefano Accorsi).

Accumulate una serie di condanne che lo avrebbero tenuto in carcere fino al 2019, aveva ottenuto lo stato di semilibertà. Ma il richiamo della rapina non si era spento in Fantazzini: ha tentato nel 2001, insieme al complice Carlo Tesseri di Sambuca Pistoiese, di rapinare la Banca Agricola Mantovana di Porta Mascarella. La reazione di un cliente della banca assieme al quale Fantazzini aveva cercato di entrare nella doppia porta di sicurezza mentre il complice faceva da palo, li aveva però costretti a desistere. Fantazzini è stato preso ed arrestato mentre cercava di scappare in bicicletta, come un ladro d’altri tempi.

Un arresto cardiocircolatorio l’ha ucciso nel giorno di Natale del 2001 nel carcere della Dozza dove era stato rinchiuso dopo una tentata rapina a una banca di Bologna mentre era in regime di semilibertà.

Su qualche muro in giro per l’Italia si trova ancora la frase che il movimento anarchico gli ha dedicato dopo la sua morte: “Horst Fantazzini vive in ogni banca rapinata“.

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