Meghan Markle, la first lady che non gioca a fare la first lady

Il 2018 è appena iniziato e si annuncia, sotto ogni aspetto, come un anno scoppiettante che riserverà non poche sorprese.

I 365 giorni che ci aspettano saranno fondamentali, nel piccolo della nostra Italia con le imminenti elezioni politiche, nel mondo con gli equilibri generali che sono in costante ridefinizione.

Questa rubrica, però, non ha, né mai ha avuto, aspirazioni politiche. Qui si parla di scintillii, mode del momento e frivolezze varie, ricordando bene che ciò che appare leggero e volatile come le voghe vestimentarie o gli atteggiamenti diffusi ha invece un peso storico notevole.

La moda anticipa cambiamenti epocali e a volte li dirige, ma lo fa con una leggerezza tanto più efficace quanto più appare sventata. E sia: la frivolezza, d’ora in poi, sarà virtù.

Ecco, allora, volendo puntare sull’ottimismo frivolo – assolutamente obbligatorio, ai primi di gennaio, con dodici-mesi-dodici da mettere in prospettiva – e volendo scegliere una mascotte o un ideale modello di riferimento per il nuovo anno, suggeriamo di puntare su Meghan Markle, l’attrice americana, divorziata e trentaseienne, che a maggio prossimo convolerà a giuste nozze con il principe Harry, trentatré anni e quattro quarti di sangue blu nelle vene.

Aspetto gioviale, sorriso abbagliante, modi amichevoli, la nuova first lady non è destinata al ruolo di regina, e si presenta di già come  più avveduta della scapestrata, e strafalciona, Sarah Ferguson che la precedette in un ruolo simile ai tempi dell’indimenticabile Diana.

Pragmatica di un pragmatismo tutto americano, la bella Meghan ha forse ancora qualcosa da imparare in tema di cappellini leziosi e mise principesche, ma ha un modo di fare irriverente senza aggressività – nonostante una paparazzatissima linguaccia – che non può non piacere alla gente.

Ha volato con il promesso sposo in economy class, su un volo di linea: scelta più democratica di questa certo non c’é. Per non parlare dell’uscita ufficiale senza collant – nulla affatto protocollare – e della scelta di un paio di stivali quando le décolleté sarebbero state più appropriate.

Eppure, non gioca a fare la ribelle. Al contrario, è aggraziata e gentile.

Il messaggio? Essere se stesse, senza urlare. Molto positivo, a tutte le altezze della scala sociale.

Informazioni su Albertina Marzotto 80 Articoli
Esperta di moda e giornalista di costume. Ex Product Manager del Gruppo Marzotto. Autrice del libro "L'abito fa il monaco?" edito da Mondadori.

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