I mestieri del futuro ai tempi di Leonardo. Intervista immaginaria al Genio

Nel nostro immaginario ci raffiguriamo uno scenario futuro in cui prevale il digitale. Automobili a guida autonoma, robot antropomorfi lavoratori nei diversi settori economici, un sistema di sensori che ci consentono di rilevare dati, automatizzare processi ma che in qualche modo invadono la nostra privacy.

Tendiamo, come è già capitato agli albori della prima rivoluzione, a proiettare il nostro presente e tutto ciò che conosciamo nel futuro, ma verremo sorpresi da una realtà futura che potrebbe essere molto diversa da quella che ci aspettiamo. Oggi guardando alle immagini di come veniva rappresentato il futuro nei primi anni del 1900 sorridiamo, ma la verità è che queste rappresentazioni sono spesso il risultato dell’incapacità di focalizzare la nostra immaginazione speculativa, visualizzando un futuro, con gli occhi del futuro. Una capacità che si può allenare con l’esercizio immaginativo.

Non è un caso che a più riprese, il World Economic Forum insiste nell’affermare che per affrontare meglio la quarta rivoluzione industriale, abbiamo bisogno tanto di nuove competenze tecnologiche, quanto di competenze immaginative e creative.

Diversi studi ci fanno notare che, in un’era di profonde trasformazioni, abbiamo bisogno di competenze trasversali in grado di aiutarci a prendere decisioni in condizioni di elevata incertezza e ambiguità, perché il futuro non è scritto e gli scenari possibili, probabili e desiderabili sono diversi e non del tutto delineati.

Senza una visione, non riusciremo ad interpretare l’enorme oceano di dati di cui disponiamo già oggi, anche disponendo di sofisticati strumenti di machine learning.  Per arrivare a ciò che viene definita intelligenza aumentata o intelligenza ibrida, dobbiamo rafforzare le nostre capacità immaginative.

Se la nostra capacità previsionale viene sommersa dall’incertezza e dall’ambiguità, che deriva dalla compresenza di segnali e trend che ci sembrano in contraddizione fra loro e che non sappiamo interpretare, possiamo sempre fare ricorso all’immaginazione.

Sappiamo per certo che una gran parte di mestieri del futuro oggi non esistono, abbiamo già affrontato questa difficoltà, poiché trent’anni fa non avremmo potuto prevedere l’impatto di Internet nelle nostre vite. 

Oggi dobbiamo compiere uno sforzo immaginativo, magari chiedendoci come Leonardo Da Vinci  avrebbe descritto i mestieri del futuro e, sulla base di un’intervista immaginaria, andare a costruire possibili scenari futuri nel mondo del lavoro. A qualcuno di voi tutto questo potrebbe sembrare folle, ma se chiedete ai vostri figli in età prescolare e scolare vedrete che nelle loro avventure di simulazione (facciamo finta che io ero…), questo gioco è conosciuto.

Ci troviamo nel 1492 e  facciamo molta a fatica a decifrare la scrittura di Leonardo, ma con l’aiuto di un esperto calligrafo ci immergiamo nella lettura di un quaderno di appunti che ancora non era stato scoperto e che descrive minuziosamente i mestieri del futuro.

Gli architetti di futuro, creano progetti di futuro, utilizzando nuovi e vecchi materiali.

I giardinieri di futuro,  coltivano ogni genere di terreno per renderlo fertile.

Gli astronomi del futuro, osservano le stelle lontane e cercano di trovarne di nuove.

Gli alchimisti del futuro, mescolano idee e creano nuove scienze e nuove discipline.

Gli artisti del futuro, vedono il futuro con l’occhio della mente e lo rappresentano a modo loro.

I maestri del futuro, spiegano ai loro allievi come creare ed utilizzare frammenti di futuro che possano essere utili alle persone.

I tessitori di futuro, creano l’ordito e la trama che intrecciano in diversi modi, per confezionare nuovi tessuti splendenti.

I sarti del futuro, confezionano abiti su misura, utilizzando le stoffe dei tessitori.

I calzolai del futuro, cercano di riparare le scarpe di oggi, affinchè possano essere usate anche domani.

I muratori e falegnami del futuro, costruiscono case e palazzi che possano essere abitati.

I cavalieri del futuro, combattono battaglie per un mondo più giusto.

Se proviamo ad immaginare i nuovi mestieri del futuro, secondo le indicazioni di Leonardo, probabilmente, le cose ci appariranno in modo molto più chiaro.

Maurizio Goetz
Informazioni su Maurizio Goetz 12 Articoli
Laureato in Economia Aziendale (Università Bocconi), Maurizio Goetz, si è sempre occupato di processi di innovazione degli elementi intangibili nella comunicazione digitale, nel marketing e nella promozione. È coautore della metodologia Tourist Experience Design per la progettazione delle esperienze turistiche delle destinazioni e svolge attività di ricerca sui temi dell’immaginazione progettuale strategica. Collabora con varie istituzioni aziende e diverse istituzioni formative, per diffondere l’approccio di Imagination Design Coaching, un insieme di metodologie originali create per addestrare le capacità immaginative prospettiche dei professionisti e delle organizzazioni.

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