Mercato del lavoro: lo scenario è incoraggiante, nonostante la pandemia

Il mercato del lavoro per il 2021 si prospetta tutt’altro che fermo. Sebbene la pandemia abbia determinato la chiusura di diverse attività produttive e una situazione di crisi e difficoltà per molte altre, un’indagine InfoJobs, una delle maggiori piattaforme per la ricerca del lavoro, sui “Trend mercato del lavoro 2021” rivela uno scenario tutto sommato incoraggiante per il prossimo futuro.

Con oltre 5,5 milioni di utenti registrati, 5.000 aziende attive e 1.000 nuove offerte di lavoro pubblicate ogni giorno suddivise in 20 categorie diverse, InfoJobs ha condotto questa indagine, a gennaio 2021, su un campione rappresentativo di 144 aziende operanti sul territorio nazionale.

Ne è emerso che il 2020 è stato tutt’altro che statico: anche se in misura minore rispetto a quanto programmato agli inizi dell’anno infatti, le aziende hanno comunque assunto nuove risorse. Addirittura il 25,8% di esse ha dichiarato di aver assunto più professionisti di quanto previsto ed il 36% di aver assunto le risorse che aveva preventivato. Il 25,7% non ha effettuato nuove assunzioni mentre il 12,5% ha dovuto effettuare dei licenziamenti.

Il nuovo anno però si apre con previsioni ottimistiche. Il 47% delle aziende intervistate crede che ci sarà un incremento del proprio organico, per quanto limitato ed il 25,7% prevede un ampliamento anche consistente dovuto a segnali di ripresa o di crescita del settore in cui operano. Permane comunque un 12,5% di aziende che prevedono nuove assunzioni solo nel caso di turn-over del personale e un 9,7% che crede che non assumerà nuove risorse. La prospettiva di una riduzione dell’organico interesserebbe invece il 5,6% delle aziende.

I dati evidenziati dalla ricerca su cui soffermarsi per capire in che direzione andrà il mercato del lavoro riguardano però i trend da tenere in considerazione sia da parte di chi è alla ricerca di un nuovo lavoro o di una diversa collocazione sia da parte dei recruiters.

Digitalizzazione, formazione e cultura d’impresa sono le parole chiave.

Mai come nell’ultimo anno ci siamo resi conto di quanto lo sviluppo delle tecnologie, specie di quella digitale, possano essere di supporto all’attività umana. Quello della digitalizzazione al servizio delle persone è proprio uno dei principali trend emersi per il 34,5% delle aziende intervistate da InfoJobs.

Il digitale viene è diventato infatti fondamentale per poter lavorare  a distanza  e in modalità smart working, ma anche per la ricerca del lavoro e la selezione da parte della funzione risorse umane delle aziende.

Con il 37,2% delle aziende disposte ad assumere risorse che siano di qualità ed il 16,8% maggiormente inclini ad assumere professionisti con incarichi flessibili, vista l’incertezza dovuta al momento che stiamo vivendo, la formazione e lo sviluppo delle risorse interne vengono considerati come le strade più percorribili dal 74,4% delle aziende.

Che sia upskilling, ovvero miglioramento delle competenze sia hard che soft, delle risorse già impiegate, o reskilling, ossia indirizzamento delle risorse verso nuove mansioni ed incarichi per una loro ricollocazione all’interno delle mutate esigenze dell’ azienda, quello in formazione sarà uno degli investimenti privilegiati. In epoca di smart working, in cui la presenza e il controllo non possono più essere i parametri di valutazione di una risorsa, l’autonomia e la capacità di lavorare per obiettivi sono le abilità che si possono acquisire anche attraverso la formazione, appunto, superando il concetto di organigramma fisso in nome di un organigramma “liquido” all’interno di una organizzazione aziendale anch’essa “liquida”, resiliente, per usare un termine tanto di moda, che continui a “funzionare” nonostante la distanza fisica dei suoi impiegati.

A tal proposito, altri due trend individuati riguardano la cultura d’impresa (trend in crescita per il 9% delle aziende) e l’employer branding, che interessa l’8,6% degli intervistati.

Nel caso della cultura d’impresa, si tratta di riuscire a creare una condivisione reale di valori aziendali che genera, a cascata, il secondo trend, quello dell’employer branding, inteso come la necessità di far sentire i dipendenti membri di un gruppo e primi portavoce dei valori aziendali. “In un anno che ci ha cambiato profondamente come esseri umani, il mondo del lavoro recepisce e ripropone questo senso di urgenza di mettere al centro ciò che conta davvero” commenta Filippo Saini, Head of Job di InfoJobs. “Ecco perché il purpose aziendale, il senso e il valore profondo che guidano il business, diventano centrali per gli HR per creare quella cultura d’impresa che non solo fa la differenza per i dipendenti, ma sempre più anche nel business vero e proprio”.

Valentina Tafuri
Informazioni su Valentina Tafuri 16 Articoli
Giornalista free-lance. Ha all'attivo collaborazioni giornalistiche con varie riviste/giornali, sia della carta stampata (Focus, Donna Moderna, Focus Jr., Il Denaro, La Città, Riflessi) sia con siti web (direttore di www.ecodisalerno.com, ha collaborato con www.infocity.it). Si occupa anche di consulenza aziendale in qualità di addetto stampa e in ambito di comunicazione: piano di comunicazione, giornalista e addetto stampa, organizzazione fiere e meeting aziendali, content manager. Si occupa anche di traduzioni e attività commerciali con l'estero.