Muslim Wear, la nuova frontiera della moda italiana

La proposta di Italian Muslim Wear arriva alla Fashion Week 2021 a Milano e riscuote un grande successo. Da Salerno, dove lo scorso 2 settembre è stata presentata la collezione di modest fashion dedicata alle donne musulmane nell’ambito dell’Evening Dresses Show, la proposta italiana di abiti concepiti appositamente per la donna del mondo islamico si sposta nella città italiana della moda per eccellenza: Milano.

La collezione, presentata dal 23 al 29 settembre allo show-room Livia Gregoretti, per la campagna vendite, è stata ideata da 16 aziende provenienti dalle otto regioni del Sud Italia appositamente per l’Evening Dresses Show.

Creata con l’intento di mettere la creatività e l’arte sartoriale italiane al servizio della donna di fede musulmana, la proposta moda di Italian Muslim Wear è improntata al rispetto dei “precetti” coranici e caratterizzata, per questo, da linee morbide che segnano poco la silhouette, capo coperto, lunghezza alla caviglia o sotto il ginocchio, maniche lunghe al polso.

Ogni stilista ha però interpretato l’invito dell’IFTA – Italian Fashion Talent Association – che ha ideato l’evento, in maniera del tutto originale, apportando il proprio tocco personale a capi ispirati al mistero e alla cultura araba e al contempo permeati di quella allure che solo l’alta capacità di designer e sarti italiani riescono ad avere.

Così a caftani che riprendono i colori e i temi della Costiera Amalfitana, si sono affiancati abiti romantici, raffinate tuniche e morbidi completi-pigiama in seta. Proposte eclettiche e femminili seppur rispettose di quel senso di pudore e di modestia che per la religione musulmana vanno mantenuti sia nel comportamento che nell’abbigliamento.

Quello andato in passerella nel mese di settembre tra Salerno e Milano è il primo passo di un progetto di Italian Muslim Wear che da un lato crea un ponte tra due culture che si sono sempre incrociate nel Mediterraneo e “dall’altro”, commenta Roberto Jannelli, Presidente di IFTA, “è una grande occasione di business in quanto si rivolge ad un mercato molto importante che genera un valore di oltre 485miliardi di dollari”. Quelli presentati a Milano sono infatti gli outfit creati dagli stilisti delle aziende che hanno aderito al consorzio South Italian Fashion, che si propone di valorizzare e promuovere il total Made in Italy nel mondo e che proprio in quello arabo trova grandi estimatrici.

L’appendice milanese di questi giorni presso lo show-room Livia Gregoretti, con buyer provenienti da ogni parte del mondo, è stato un’ulteriore dimostrazione di quanto i designer si rivolgano ora direttamente alle donne islamiche e alle loro esigenze, preparandosi ad entrare in un segmento di mercato che, visti anche i trend di incremento demografico, è destinato ad una continua crescita.

Anche la TikToker musulmana da migliaia di follower Tasnim Alin, ospite della sfilata di Salerno, ha riconosciuto che la proposta stilistica è stata “molto innovativa, alternativa, nuova” e che l’intera iniziativa è stata una rivelazione con “abiti che sono un mix di tutto e questo mi è piaciuto immensamente. La collezione dedicata alla donna araba è bellissima, con idee totalmente nuove alle quali non avrei mai pensato. Un mix di culture, di idee e nazionalità, di tradizione ed innovazione, tutto questo in un solo abito. C’è un gran lavoro dietro ognuna delle proposte che ho visto”.

A confermare il grande lavoro di ricerca dietro ogni creazione è Valentina D’Alessandro, stilista di Seta: ”per l’abito in stile muslim, ho studiato la moda araba ed ho incontrato una ragazza islamica per capirne di più. Dobbiamo aprire le menti e capire cosa ci circonda. Ho usato un velo di pizzo, portando un elemento occidentale nel mondo mediorientale ma mantenuto linee fluide. Il mistero che avvolge l’immagine della donna araba è la cosa che mi ha ispirato di più ed ho provato a riprodurlo attraverso il tessuto. Ho usato tanta stoffa, fluttuante e morbida, che ricorda il vento del deserto”.

Le giornate milanesi hanno fatto registrare “un riscontro positivo”, commenta entusiasta Jannelli, “un risultato importante perché quello che ci interessa è il ritorno commerciale per le aziende che hanno partecipato. Già con l’EDS abbiamo avuto una grande copertura mediatica con testate come Repubblica e The Guardian che hanno parlato dell’Evening Dresses Show e ora siamo stati contattati anche da Dubai per portare l’Italian Muslim Wear all’Expo. Siamo molto contenti perché stiamo aprendo un nuovo percorso. In fondo siamo stati i primi a dedicare un’intera sfilata al Muslim Wear”.

Valentina Tafuri
Informazioni su Valentina Tafuri 16 Articoli
Giornalista free-lance. Ha all'attivo collaborazioni giornalistiche con varie riviste/giornali, sia della carta stampata (Focus, Donna Moderna, Focus Jr., Il Denaro, La Città, Riflessi) sia con siti web (direttore di www.ecodisalerno.com, ha collaborato con www.infocity.it). Si occupa anche di consulenza aziendale in qualità di addetto stampa e in ambito di comunicazione: piano di comunicazione, giornalista e addetto stampa, organizzazione fiere e meeting aziendali, content manager. Si occupa anche di traduzioni e attività commerciali con l'estero.

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