Lo stile non ha regole, come insegna Miuccia Prada

Il modo di intendere lo stile, oggi, è tutto il contrario delle generazioni che ci hanno preceduto – le nonne a questo punto. Un tempo una donna elegante, ma anche un uomo degno del titolo di gentleman, abbinava tutto con grande cura, facendo attenzione a che colori e forme, dettagli e accessori si amalgamassero nella maniera più armonica possibile.

Creare qualcosa di stridente e di cacofonico era un’idea che non passava in mente a nessuno: il cappello era dello stesso colore del tailleur, la borsa faceva il paio con le scarpe e tutto rientrava nell’ordine stabilito delle cose. Poi vennero i weekend postmoderni, lo stile come citazione permanente e l’idea che nel look il caos – apparente e controllato, certo, ma comunque evidente – sia espressione di personalità, e nulla è stato più come prima.

Questo mutamento epocale ha in effetti una origine precisa, ed è la signora Miuccia Prada, nume tutelare di tutta una generazione di stilisti, stylist e semplici entusiasti cresciuti sotto la sua nobile ombra.

Fu la signora Prada, forte di una solida conoscenza delle regole borghesi del vestire, a proporre per prima, tra gli anni Novanta e gli anni Zero, accozzaglie incongrue quanto affascinanti di stivali da cowboy e vestine languide, di gonne cartolina e polo reggae, di materiali nobili e plastiche industriali, di pezzi aulici e capi da battaglia.

Fu lei a liberare dalle regole, a sdoganare le calze con i sandali e le stampe da tappezzeria di un infimo motel. Senza Miuccia Prada, i collage scatenati di epoche e riferimenti storici che ci fanno tanto amare Alessandro Michele, deus ex machina di Gucci, non sarebbero come sono.

Miuccia Prada ha insegnato a tutte e a tutti che vestirsi aprendo l’armadio per pescare a caso è cosa buona e giusta, anche perché il caso è molto più preveggente del calcolo.

Sul tema la signora è tornata nelle scorse settimane a Parigi, per la collezione crociera di Miu Miu. Il tema? Spontaneità, ovvero un mix se possibile ancor più libero di cardigan del nonno e abiti da sirena, di pigiama e parka.

Il tutto addosso a donne fortissime come Uma Thurman e Chloe Sevigny. La spontaneità, per funzionare, richiede carattere. Il segreto è questo.

Informazioni su Albertina Marzotto 80 Articoli
Esperta di moda e giornalista di costume. Ex Product Manager del Gruppo Marzotto. Autrice del libro "L'abito fa il monaco?" edito da Mondadori.

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