Azzedine Alaïa, il chirurgo della Moda che considerava le donne delle opere d’arte

L’affermazione, in tempi di brutto artistico, di abiti deformi che rendono sgraziati, di scarpe ginniche con triple suole pesanti all’occhio come ceppi, per non dire a camminarci, di finti pauperismi pagati a peso d’oro e di generale caduta del senso del gusto può suonare addirittura anacronistica, ma ci fu un tempo, nemmeno troppo lontano, nel quale i creatori di moda pensavano ad una sola cosa: a far le donne belle.

Senza intellettualismi superficiali, senza fughe nel regno della pseudo arte: semplicemente creando vestiti belli, che magari una volta indossati nascondevano difetti ed esaltavano pregi. Il principe dei creatori innamorati delle donne e dei loro corpi, colui che sulla creazione di bellezza in formato couture ci ha costruito l’intera carriera fu Azzedine Alaïa, il maestro di origini tunisine scomparso lo scorso novembre e largamente rimpianto.

Quel che Alaïa è riuscito a fare con ago, forbici e mani, lavorando senza sosta bandelle di maglia stretch e mussole leggerissime, non ha uguali: un suo vestito era – ed è; la moda di Alaïa non ha tempo – l’equivalente di una liposuzione, o di una operazione di chirurgia estetica, senza bisogno di andare sotto i ferri. Era solito dire “La mia ossessione è rendere belle le donne. Quando crei con questo pensiero in testa, è difficile andare fuori moda”. E infatti Alaïa è un grande classico, che il Design Museum di Londra celebra adesso con una mostra cui il couturier stesso stava lavorando a pochi giorni dalla scomparsa.

La perizia di questo uomo piccolo solo di statura nasceva da uno studio attento del corpo: non a caso si era formato come scultore. Lui i vestiti li scolpiva sempre sul manichino, in prima persona – cosa rarissima, nel mondo dei direttori creativi e del non professionismo che mette l’idea strampalata avanti a tutto – lavorando per una clientela di fedelissime compresa tra Greta Garbo e Michelle Obama.

Aveva i suoi tempi, e presentava le collezioni solo quando si sentiva pronto. Indipendenza, mestiere, ricerca del bello: questi suoi valori. Giurassici, forse, ma quanto mai necessari ad un sistema, oggi più che mai, bisognoso di ritrovare spessore.

Informazioni su Albertina Marzotto 80 Articoli
Esperta di moda e giornalista di costume. Ex Product Manager del Gruppo Marzotto. Autrice del libro "L'abito fa il monaco?" edito da Mondadori.

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