I consumatori cercano Qualità. Tutti i risultati della ricerca BVA Doxa sulle abitudini di acquisto

Qualità. E’ questa la parola-chiave al vertice del “decision tree”, l’albero delle decisioni di acquisto dei consumatori europei, in generale, ed italiani in particolare, su cui BVA Doxa ha effettuato la ricerca European Opinion Tracker, con più di 1.000 interviste online condotte in ciascun paese tra il 7 ed il 13 dicembre 2020.

Lo studio ha preso in esame le caratteristiche che i consumatori italiani osservano e ricercano quando devono acquistare un prodotto o un servizio e le ha messe in comparazione con le leve di acquisto che spingono francesi ed inglesi a scegliere un prodotto anziché un altro.

Quello che emerge è che la qualità è la prima caratteristica che gli italiani ricercano nella quasi totalità dei loro acquisti.

Che si tratti di prodotti alimentari, abbigliamento, cosmetici, elettrodomestici, arredamento o servizi di intrattenimento per la famiglia, il criterio di acquisto più menzionato è sempre quello della qualità, almeno per il popolo italico.

Qualità del cibo – categoria top.

Che gli italiani siano dei buongustai e che il cibo italiano sia uno dei migliori al mondo non sono misteri. Questo si evidenzia anche quando dobbiamo acquistare i prodotti alimentari da portare sulla nostra tavola. Per il 54% dei nostri connazionali, la qualità dei prodotti è il principale criterio che li porta a scegliere un prodotto. Subito dopo c’è l’origine dello stesso, che è al secondo posto del decision tree con il 35% di risposte. I francesi si preoccupano meno della qualità (-9% rispetto agli italiani) e gli inglesi meno dell’origine, con uno scarto del -14%. Questi ultimi invece si fanno maggiormente influenzare da un bel packaging, che a gli italiani interessa per un risicato 9% mentre per gli inglesi pesa il 14%.

Moda ed accessori, altra eccellenza italiana in cui i nostri connazionali amano distinguersi.

Così il 44% dei consumatori italiani sceglie la qualità degli abiti e degli accessori che indosserà rispetto al 32% dei francesi. Per tutti il brand, la marca, è importante, attestandosi al 23% mentre la possibilità di godere di offerte e promozioni è valutata maggiormente dai francesi (40%) che dagli italiani (34%) ed ancor meno dagli inglesi (23%).

Il brand risulta importante (30%) anche quando si tratta di acquistare prodotti di cosmesi o per il benessere e la cura della persona ma anche in questo settore, per gli italiani conta molto la qualità (45%), che è un criterio meno seguito invece dai francesi (33%). Anche per cosmesi e benessere, conta più per gli italiani (24%) che per gli inglesi (14%) l’origine del prodotto, evidentemente assimilata ad una garanzia di qualità e sicurezza dello stesso.

Home sweet home, lo abbiamo imparato, gioco-forza, durante i ripetuti lockdown e continuiamo a vivere in casa più di prima. Se dunque sono aumentate le spese per “adattare” gli spazi alle neonate esigenze di lavoro agile, didattica a distanza e convivenza prolungata, anche in questo campo le scelte di acquisto degli italiani sono dettate prevalentemente (36%) dalla qualità di arredamento e complementi di arredo e dal design (21%). In questo settore, i francesi sono meno attenti alla qualità (27%) e gli inglesi, con un 21% delle decisioni di acquisto, sono meno sensibili alle offerte e agli sconti, che invece facilitano la scelta del 31% degli italiani.

La percentuale che riguarda il criterio di scelta di acquisto definito come offerte e promozioni aumenta al 33% quando gli italiani devono acquistare un elettrodomestico anche se questo criterio risulta ancora più importante per i francesi (37%). Tra i motivi che guidano gli italiani a preferire un prodotto anziché un altro vi è, inoltre, il servizio: per il 19% di essi è importante avere un buon servizio di assistenza quando acquistano degli elettrodomestici mentre il brand conta (32%) sia per italiani che francesi, un po’ meno (22%) per gli inglesi.

Quando si tratta di scegliere a quale piattaforma di intrattenimento abbonarsi, il servizio offerto (35%) è alla base delle nostre scelte insieme alla possibilità di usufruire di uno sconto, che vale per il 39% degli intervistati. Interessante anche l’inserimento di un nuovo criterio, menzionato già dal 10% degli intervistati: la social responsibility delle aziende che offrono entertainment. Sempre più spesso brand ed aziende vengono richiamate alle proprie responsabilità nei confronti dei loro impiegati, dell’ambiente, della società in cui operano e questo viene “pesato” sempre più spesso da consumatori sempre più consapevoli.

Il 65% degli italiani intervistati ha infatti dichiarato di aver cambiato il proprio atteggiamento rispetto al tema della sostenibilità sociale negli ultimi 12 mesi e questo si è tradotto nel 58% dei casi in un cambiamento degli acquisti. Le percentuali di risposta alla domanda “quanto sono cambiati negli ultimi 12 mesi i tuoi acquisti e comportamenti a sostegno della sostenibilità ambientale?” sono simili: il 61% degli intervistati ha cambiamento il proprio comportamento ed il 58% le scelte di acquisto.

Valentina Tafuri
Informazioni su Valentina Tafuri 16 Articoli
Giornalista free-lance. Ha all'attivo collaborazioni giornalistiche con varie riviste/giornali, sia della carta stampata (Focus, Donna Moderna, Focus Jr., Il Denaro, La Città, Riflessi) sia con siti web (direttore di www.ecodisalerno.com, ha collaborato con www.infocity.it). Si occupa anche di consulenza aziendale in qualità di addetto stampa e in ambito di comunicazione: piano di comunicazione, giornalista e addetto stampa, organizzazione fiere e meeting aziendali, content manager. Si occupa anche di traduzioni e attività commerciali con l'estero.